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Ortopedia Pediatrica

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La nostra attività è finalizzata ad eseguire interventi chirurgici di ortopedia e traumatologia pediatrica e dell’adulto nei paesi dove questa specialità è carente o inesistente.

La situazione ambientale e le dotazioni sanitarie in questi paesi sono tali che questa attività comporta una organizzazione delle spedizioni piuttosto articolata.
In genere uno di noi visita il luogo dove è richiesta la chirurgia ortopedica, valuta la situazione, visita i malati che possono avere bisogno di intervento chirurgico ed elenca le carenze. A breve l’equipe al completo si reca sul luogo con il necessario ed esegue gli interventi. Un chirurgo ed un fisioterapista ricontrollano successivamente i pazienti, almeno due volte, fino a guarigione.

Piede torto congenito

Un bambino su 1000 nasce con i piedini storti. In Italia, grazie ad una diagnosi perinatale tempestiva e ad una immediata terapia con gessini, il bambino quasi sempre arriva all’età della deambulazione con i piedini corretti.
Purtroppo, laddove il sistema sanitario non funziona, il piede torto anche se viene riconosciuto non viene trattato correttamente e durante l’accrescimento si aggrava. Quando il bambino affetto dalla patologia inizia a camminare può appoggiare solo il bordo esterno del piede e quindi lamenta dolore, grosse callosità e zoppia. Inoltre non può indossare nessuna scarpa, pertanto è costretto a camminare scalzo.
Nei casi di piede torto trascurato sono necessari uno o più interventi chirurgici per permettere al bambino di appoggiare la pianta del piede al suolo, di stare in piedi e camminare indossando una scarpa normale.

Le deformità poliomelitiche
la poliomielite è una malattia infettiva causata dal poliovirus che è scomparsa nel mondo occidentale grazie al vaccino scoperto da Sabin.
Purtroppo in Africa, anche se c’è il vaccino, molti bambini sfuggono alla vaccinazione e possono ammalarsi. Sviluppano così delle paralisi, che vanno dalla perdita di un semplice movimento fino alla completa paralisi totale di tutti e 4 gli arti e dei muscoli del tronco.
Gli arti paralitici, se non trattati con continuità, con fisioterapia e tutori, sviluppano durante la crescita, delle gravissime deformità che non permettono la stazione eretta o la deambulazione.
Negli esiti della poliomielite si può migliorare la situazione con interventi chirurgici (osteotomie, capsulotomie, artrodesi, trasposizioni tendinee) fino a rendere il paziente di nuovo autonomo.

Le deformità nelle paralisi cerebrali infantili
Le paralisi cerebrali infantili sono dovute a lesioni dell’encefalo durante la gravidanza o il parto. Nei paesi poveri, dove il parto avviene in casa e senza alcun aiuto da parte di personale competente, se sorgono delle complicanze ed il parto è laborioso, il cervello del bambino può soffrire per la mancanza di ossigeno.
Si sviluppa così una paralisi cerebrale infantile. In questi casi il bambino andrebbe curato immediatamente e seguito durante la crescita con fisioterapia ed apparecchi ortopedici, altrimenti i muscoli spastici prevalgono gravemente su quelli sani, creando gravissime deformità agli arti che si possono correggere solo con numerosi interventi chirurgici.

Esiti di frattura e deformità di altra natura
Gli esiti di Frattura: Se un bambino con un osso fratturato non viene curato adeguatamente, per la mancanza di specialisti ortopedici traumatologi, molto spesso la frattura guarisce in maniera “viziosa” ovvero in una posizione scorretta che crea una grave deformità dell’arto, che impedisce l’autonomia ed impoverisce la qualità della vita. In questi casi è possibile con uno o più interventi chirurgici (ad esempio osteotomie) riportare le ossa nella giusta posizione. Questi interventi necessitano talvolta di immobilizzazioni in gesso e spesso di mezzi di sintesi (placche, viti, chiodi) e di strumenti (seghe e trapani a pile) particolarmente costosi.

Nei paesi disagiati riscontriamo spesso altre deformità gravemente invalidanti. Ad esempio le deformità rachitiche o di altra natura (grave ginocchio valgo a X o varo a parentesi arcuata), le deformità acondroplasiche (nani dismorfici), le deformità conseguenti alle fratture nell’osteogenesis imperfecta (bambini con le ossa di vetro), piedi piatti o piedi cavi di origine diversa, scoliosi, esiti di tubercolosi ossea ecc. Alcune di queste deformità possono essere prevenute con una alimentazione appropriata e con adeguate terapie (rachitismo, tubercolosi) o possono essere trattate in fase di esordio, come avviene nei paesi sviluppati. Se non curate arrivano a situazioni drammatiche e solo con interventi chirurgici si può rimediare alla loro gravità ed all’invalidità che ne consegue.


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